martedì 22 maggio 2012

Ramtha : Riconoscete Dio in Voi.

Sii ciò che vuoi Essere nel Qui ed Ora.

INTERVISTA BARBARICA A FABIO VOLO

Booksblog.it: Fabio Volo presenta "Il giorno in più"

L'AMORE E' UN FIORE RARO OSHO

L'AMORE E' UN FIORE RARO OSHO

L' Amore l'energia più grande che esiste

Il principio dell'illuminazione - parte2 (ultima)

sabato 19 maggio 2012

Non giudicare gli altri “Siamo nati tutti per amare. E' il principio dell'esistenza e il suo unico fine” Benjamin Disrlaeli Facile, anzi, facilissimo a dirsi, molto meno a farsi. Troviamo agevole ricordare a chi ci sta vicino, quando siamo vittime, che non è bene giudicare gli altri, almeno tanto quanto ci viene “spontaneo” giudicare a nostra volta e giustificarci sempre sostenendo che il nostro non è giudizio, quanto semmai un parere, un opinione oppure, ammettendo che sia un giudizio, siamo certi che sia oggettivo, che stiamo dicendo la verità. La verità, purtroppo, è che siamo abituati, ed ducati, ad esprimere giudizi sugli altri. Innanzi tutto cresciamo in una cultura dove, quasi sempre, sentiamo dare giudizi affrettati e superficiali su cose, situazioni e persone. L’idea che non conosciamo mai veramente qualcosa o qualcuno, oppure che una persona abbia motivi validi, sebbene a noi sconosciuti, per agire ci sfiora raramente. Inoltre commettiamo l’errore di non comprendere le vite che ci passano accanto: giudichiamo i comportamenti senza ricordarci che le persone però non sono i propri comportamenti. Inoltre siamo di memoria corta e dimentichiamo velocemente sia le volte in cui, giudicati, abbiamo capito quanto possa essere errato un giudizio superficiale o fastidioso, sia quelle in cui abbiamo visto che le cose, spesso, non sono come sembrano. L’arte del giudizio facile è figlia anche di una cultura improntata alla sfiducia, in cui ci aspettiamo sempre che un evento significhi qualcosa di negativo, che gli errori sono sempre in mala fede, che tutti vogliono imbrogliarci e che nessuno da niente per niente. Siamo troppo coinvolti nel pregiudizio, certi di avere sempre ragione, e facciamo facilmente di tutta l’erba un fascio. Inoltre non siamo molto bravi a considerare che gli altri hanno principi e valori a volte differenti e dovremmo prima capirli, e poi potremmo, semmai, giudicarli. Infine ci rendiamo conto solo di rado che noi vediamo il mondo secondo la nostra prospettiva, e che i nostri giudizi sono legati a quanto gli altri si adeguano a noi e alla nostra visione della vita. Non giudicare gli altri non è solo un comandamento biblico, ma è anche un modo di vivere l’amore verso le persone: come possiamo amare (accettare e comprendere tra l’altro) se siamo impegnati a giudicare? Semplice, non possiamo. Ogni volta che giudichiamo stiamo chiudendo gli occhi al mondo, alla realtà e alle persone, chiudiamo anche le orecchie e rimaniamo sulla nostra posizione, senza cercare di osservare come le cose stiano. Non viviamo più con altri essere umani, ma con etichette, ologrammi che ci siamo creati di loro. Per non giudicare gli altri dobbiamo ricordarci di immedesimarci con loro. Dobbiamo considerare che le loro scelte sono sempre fatte seguendo il meglio che loro riescono a concepire. Magari sbaglieranno anche secondo i nostri principi, ma questo non ci dà il diritto di giudicarli. Prova a sospendere ogni giudizio sugli altri per una giornata intera. Non giudicare nessuno, osservane i comportamenti, se serve esprimi i tuoi dubbi e le motivazioni del tuo punto di vista, ma non dare un giudizio, una sentenza sulle persone. Ogni volta che dici “tu sei” oppure “lui è” fermati e ricordati una cosa fondamentale: le persone non sono i loro comportamenti, a te non piace una certa azione o scelta, ma questa non è la persona che hai di fronte! Per non giudicare gli altri devi separare comportamento e persona, ricordandoti che il comportamento può essere sbagliato, la persona no.

martedì 15 maggio 2012

LA GIOVINEZZA DELL'ANIMA!

La giovinezza non è un periodo della vita, essa è uno stato dello spirito, un effetto della volontà, una qualità dell'immaginazione, un'intensità emotiva, una vittoria del coraggio sulla timidezza, del gusto dell'avventura sulla vita comoda. Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni; si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale. Gli anni aggrinziscono la pelle, la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l'anima. Le preoccupazioni, le incertezze, i timori, i dispiaceri, sono nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra e diventare polvere prima della morte. Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia, che si domanda come un ragazzo insaziabile " e dopo?", che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita. Voi siete così giovani come la vostra fede, così vecchi come la vostra incertezza. Così giovani come la vostra fiducia in voi stessi, così vecchi come il vostro scoramento. Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi. Ricettivi di tutto ciò che è bello, buono e grande. Ricettivi al messaggio della natura, dell'uomo e dell'infinito. Se un giorno il vostro cuore dovesse essere mosso dal pessimismo e corroso dal cinismo, possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi Generale Douglas Mac Arthur ai cadetti di West Point, 1945
Mi Piace Sviluppare La Mia Coscienza Per Capire Perchè Sono Vivo, Cos'è Il Mio Corpo E Cosa Devo Fare Per Cooperare Con I Disegni Dell'universo. Non Mi Piace La Gente Che Accumula Informazioni Inutili E Si Crea False Forme Di Condotta Plagiata Da Personalità Importanti. Mi Piace Rispettare Gli Altri, Non Per Via Delle Deviazioni Narcisistiche Della Loro Personalità, Ma Per Come Si Sono Evolute Interiormente. Non Mi Piace La Gente La Cui Mente Non Sa Riposare In Silenzio, Il Cui Cuore Critica Gli Altri Senza Sosta, La Cui Sessualità Vive Insoddisfatta, Il Cui Corpo Si Intossica Senza Saper Apprezzare Di Essere Vivo. Ogni Secondo Di Vita È Un Regalo Sublime. Mi Piace Invecchiare Perchè Il Tempo Dissolve Il Superfluo E Conserva L'essenziale. Non Mi Piace La Gente Che Per Retaggi Infantili Trasforma Le Bugie In Superstizioni. Non Mi Piace Che Ci Sia Un Papa Che Predica Senza Condividere La Sua Anima Con Una "Papessa". Non Mi Piace Che La Religione Sia Nelle Mani Di Uomini Che Disprezzano Le Donne. Mi Piace Collaborare E Non Competere. Mi Piace Scoprire In Ogni Essere Quella Gioia Eterna Che Potremmo Chiamare Dio Interiore. Non Mi Piace L'arte Che Serve Solo A Celebrare Il Suo Esecutore. Mi Piace L'arte Che Serve Per Guarire. Non Mi Piacciono Le Persone Troppo Stupide. Mi Piace Tutto Ciò Che Provoca Risate. Mi Piace Affrontare, Volontariamente, La Mia Sofferenza Con L'obiettivo Di Espandere La Mia Coscienza.